RISCHI PSICOSOCIALI: il costo invisibile che le aziende non possono più sottovalutare

I rischi psicosociali non possono più essere considerati un tema “secondario” o esclusivamente legato al benessere individuale. Oggi rappresentano una questione centrale di salute e sicurezza sul lavoro, sostenibilità organizzativa e continuità delle performance aziendali.

Il nuovo rapporto mondiale 2026 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), dedicato al rapporto tra ambiente di lavoro e aspetti psicosociali, evidenzia dati estremamente significativi: ogni anno oltre 840.000 decessi sono correlati a malattie cardiovascolari e disturbi mentali associati ai fattori di rischio psicosociale.

Tra i principali elementi di rischio individuati emergono:
• elevata tensione lavorativa
• squilibrio tra sforzo e ricompensa
• precarietà occupazionale
• orari di lavoro prolungati
• violenza, molestie e fenomeni di mobbing

L’impatto sociale ed economico è rilevante:
• quasi 45 milioni di DALY persi ogni anno
• una perdita economica globale stimata pari all’1,37% del PIL mondiale
• oltre il 35% dei lavoratori impegnato per più di 48 ore settimanali
• circa il 23% delle persone che dichiara di aver subito violenza o molestie nel corso della propria vita lavorativa

Il messaggio che emerge è chiaro: il rischio psicosociale non riguarda esclusivamente il singolo lavoratore, ma coinvolge direttamente il modo in cui il lavoro viene progettato, organizzato e gestito all’interno delle aziende.

L’attenzione verso questi aspetti è destinata a crescere ulteriormente anche in relazione alle profonde trasformazioni del mondo del lavoro:
✔ digitalizzazione dei processi
✔ utilizzo dell’intelligenza artificiale
✔ diffusione del lavoro ibrido e remoto
✔ nuove forme contrattuali
✔ sistemi di monitoraggio digitale delle performance

In questo contesto, la prevenzione efficace richiede un approccio organizzativo e sistemico, fondato su:
• gestione sostenibile dei carichi di lavoro
• chiarezza di ruoli e responsabilità
• leadership e comunicazione efficaci
• coinvolgimento attivo dei lavoratori
• prevenzione e contrasto di violenza e molestie
• integrazione tra funzioni HR, HSE e management

La valutazione dei rischi psicosociali deve diventare parte integrante dei sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Un ambiente di lavoro sano non tutela soltanto le persone, ma contribuisce concretamente a migliorare engagement, produttività, retention e resilienza organizzativa.

Il lavoro può rappresentare un importante fattore di benessere oppure una fonte di rischio. La differenza risiede nell’organizzazione.